Novità in vista per Conbipel, per la quale si prospetta il salvataggio da parte di un cavaliere bianco, dopo che la catena italiana di abbigliamento, da agosto 2022 sotto il controllo di Grow Capital Global Holdings PTE (si veda altro articolo di BeBeez), private equity di Singapore, ha di recente ottenuto dal Tribunale di Asti la procedura di composizione negoziata di crisi e ha iniziato a chiudere i suoi negozi in Piemonte,nel quadro di un programma che prevede di fermare l’attività di 50 punti vendita in tutta Italia entro il prossimo anno (si veda altro articolo di BeBeez).
Ieri Unigross, azienda italiana che si rappresenta come la prima catena di negozi in Italia dedicata al tessile casa e intimo per uomo e donna, con oltre 150 punti vendita, ha annunciato di aver presentato una proposta di acquisto dello storico marchio piemontese e anche un piano di rilancio commerciale dettagliato all’attuale proprietà, BTX Italian Retail and Brands spa (si veda qui il comunicato stampa).
Quest’ultimo è il veicolo italiano utilizzato dal private equity di Singapore quando aveva rilevato la società da Oaktree Capital Management, e fa capo alla società danese BTX Group A/S, acquisita da Grow Capital Global nel 2019.
Nè i dettagli economico finanziari della proposta nè quelli del piano di rilancio sono stati comunicati e Unigross, interpellata da BeBeez, non ha rilasciato commmenti adducendo un vincolo di riservatezza e dichiarando che comunque informerà la stampa del prosieguo delle trattative con note ulteriori.
Unigross è stata creata nel 1983 da Giuseppe Massullo, che ne detiene il controllo. In particolare, Massullo possiede l’88,24% di Hgm srl, cui fa capo il 99,75% di Genko srl, che possiede il marchio Unigross. Quest’ultima nel 2023 ha generato 30 milioni di ricavi con 273 mila euro di ebitda, e 9,3 milioni di debiti netti (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrarti gratuitamente).
Conbipel è nata nel 1958 a Cocconato d’Asti (Asti) come rivenditore di capi in pelle di qualità e poi si è allargata alla produzione tessile. La sua rete di vendita si articola oggi in oltre 100 negozi monomarca prevalentemente a gestione diretta. Finita in crisi, era stata rilevata nel 2007 dal fondo specializzato in turnaround aziendali Oaktree Capital Management, tramite il veicolo OCM Luxembourg Stilo Investment sarl. A vendere era stata la famiglia Massa. A fine giugno 2014, il Tribunale di Asti aveva omologato l’accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base dell’art. 182-bis della Legge fallimentare. Terminato il percorso di ristrutturazione, il gruppo era uscito dal tunnel e Oaktree nell’ottobre 2015 l’aveva messa in vendita (si veda altro articolo di BeBeez), ma senza successo, fino a quando è stata ceduta (2022) a Grow Capital Global Holdings PTE, che aveva acquisito i complessi aziendali della procedura di amministrazione straordinaria dell’azienda (si veda altro articolo di BeBeez), che vi era entrata nel 2021. All’operazione aveva partecipato anche il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa gestito da Invitalia per conto del Ministero dello Sviluppo Economico.
Le difficoltà sono poi continuate, tanto che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a marzo 2024 aveva nominato l’avv. Luca Jeantet commissario straordinario per la fase liquidatoria della società, nella procedura di amministrazione straordinaria (si veda qui la Gazzetta Ufficiale).















