Articolo pubblicato su BeBeez Magazine n. 40 del 28 marzo 2026
di Stefania Peveraro
La tokenizzazione degli asset sta uscendo dalla fase sperimentale per entrare nei primi casi d’uso concreti, spinta anche dall’interesse crescente delle istituzioni europee. L’annuncio recente della Banca Centrale Europea sul progetto Appia, che si inserisce nel percorso già avviato con Pontes, va proprio in questa direzione: costruire un’infrastruttura per l’euro digitale e, più in generale, per l’adozione su larga scala di strumenti tokenizzati (si veda altro articolo di BeBeez).
In questo contesto, la tokenizzazione si afferma come una tecnologia in grado di rendere liquidi asset tradizionalmente illiquidi, migliorando accessibilità, trasparenza ed efficienza. Ed è proprio su questi tre driver che si concentra l’intervento di Guido Rocco, coo di RIV Technologies, collegato da Dubai con BeBeez Live, la web tv di BeBeez, nella quinta puntata della rubrica Digital Finance Files by RIV, realizzata in collaborazione con BeBeez. Un percorso che racconta l’evoluzione della finanza decentralizzata e il ruolo crescente di operatori tecnologici come RIV, che si propongono come abilitatori della convergenza tra finanza tradizionale e DeFi.
Clicca qui sopra per vedere l’intervista a Guido Rocco
Domanda. Partiamo dall’attualità: che significato ha l’annuncio della BCE sul progetto Appia e, più in generale, sull’euro tokenizzato?
Risposta. È un annuncio molto interessante perché si inserisce in una dinamica più ampia: un interesse sempre più forte verso i casi d’uso legati alla tokenizzazione. L’iniziativa della BCE sull’euro digitale e su un’infrastruttura come Appia va esattamente in questa direzione e conferma che il tema non è più teorico, ma sempre più concreto.
D. Entriamo allora nel merito: cosa significa esattamente tokenizzare un asset?
R. La tokenizzazione è una tecnologia che permette di rendere liquidi asset che inizialmente non lo sono. Attraverso la blockchain, cioè un registro distribuito, è possibile frazionare e rendere divisibili beni come immobili, opere d’arte, orologi o asset finanziari. In questo modo si abbassa la soglia minima di accesso e si amplia la platea degli investitori.
D. Quali sono i principali vantaggi per chi utilizza questi strumenti?
R. I vantaggi principali sono tre. Il primo è la liquidità: gli asset vengono frazionati, diventano più accessibili e quindi più facilmente scambiabili. Il secondo è la trasparenza: la blockchain garantisce tracciabilità completa delle transazioni. Il terzo è l’efficienza: grazie agli smart contract si automatizzano processi che nel mondo tradizionale sarebbero manuali, con benefici in termini di tempi e costi.
D. RIV si propone come tech enabler di questa trasformazione. In concreto, cosa avete sviluppato?
R. Abbiamo sviluppato una piattaforma di tokenizzazione che consente di tokenizzare in modo semplice sia strumenti finanziari sia asset non finanziari. Ma più in generale costruiamo prodotti che integrano finanza tradizionale e finanza decentralizzata. La piattaforma è solo uno degli strumenti: abbiamo anche sviluppato un token ibrido, collateralizzato da riserve reali, e un sistema di pagamento, StablePay.
D. Come funziona StablePay?
R. È un sistema che permette agli esercenti di accettare pagamenti in criptovalute in modo semplice e immediato. L’aspetto rilevante è che l’esercente riceve direttamente valuta fiat sul proprio conto bancario. Quindi si elimina la complessità operativa tipica delle cripto, mantenendo però i benefici della tecnologia.
D. Quindi il vostro ruolo è quello di costruire infrastrutture per collegare i due mondi?
R. Esattamente. Ci proponiamo come tech enabler per favorire la convergenza tra finanza tradizionale e finanza decentralizzata. È un tema di cui si parla molto, ma che è ancora solo parzialmente esplorato in termini di casi d’uso concreti.
D. A che punto siamo oggi nello sviluppo della finanza decentralizzata e della tokenizzazione?
R. Siamo in una fase di passaggio dalla sperimentazione ai primi casi concreti. La tecnologia non è ancora completamente matura, ma iniziano a vedersi applicazioni reali. Questo è anche il risultato di una regolamentazione europea molto proattiva, con framework come MiCAR e la direttiva DLT Pilot.
D. Ci sono già indicazioni sulle dimensioni potenziali del mercato?
R. Sì, le stime sono molto rilevanti. Secondo McKinsey, entro il 2030 la capitalizzazione dei progetti legati alla tokenizzazione potrebbe arrivare a circa 2 trilioni di dollari. È un mercato in forte espansione.
D. Resta però la percezione di una tecnologia complessa. È un limite alla diffusione?
R. La tecnologia è complessa, ma è normale. Con il tempo diventa sempre più accessibile per l’utente finale. Più evolve, più si semplifica nell’utilizzo. Siamo in una fase iniziale, ma il percorso è quello tipico di tutte le innovazioni tecnologiche
Leggi
-
- qui la prima puntata della serie Digital Finance Files by RIV – File #1 –
DeFi, la rivoluzione silenziosa che cambia il DNA della finanza tradizionale - qui la seconda puntata della serie Digital Finance Files by RIV – File #2 –
Stablecoin, riserve e nuova finanza: così RIV Technologies costruisce fiducia nei token - qui la terza puntata della serie Digital Finance Files by RIV – File #3 – Cosa serve davvero perché il mercato dei token funzioni
- qui la quarta puntata della serie Digital Finance Files by RIV – File #4 – Bitcoin Treasuries, tra hedge, diversificazione e branding
- qui la prima puntata della serie Digital Finance Files by RIV – File #1 –
















