Tamburi Investment Partners (TIP), la holding di investimento fondata da Gianni Tamburi e quotata su Euronext STAR Milan, ha chiuso i primi nove mesi del 2024 con un utile netto consolidato pro forma di 44 milioni di euro, in calo dai 73,6 milioni al 30 settembre 2023, che comprendevano oltre 45 milioni di plusvalenze, a fronte dei circa 20 milioni del periodo 2024. Il patrimonio netto consolidato al 30 settembre 2024 è di circa 1,38 miliardi, rispetto agli 1,44 miliardi al 31 dicembre 2023 (si veda qui il comunicato stampa)
Il risultato dei primi nove mesi del 2024 ha beneficiato del contributo delle società collegate che, anche a fronte di un rallentamento generalizzato dell’economia in Europa, hanno continuato a registrare risultati ampiamente positivi, anche se alcune, in misura inferiore ai risultati record del 2023, ma con moltissime partecipate che hanno riportato nel periodo ricavi in aumento rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.
La quota di risultato delle partecipazioni collegate rappresenta un provento di 40,4 milioni, grazie in particolare ai risultati positivi delle partecipate OVS, IPGH (controllante del gruppo Interpump), ITH (controllante del gruppo Sesa), Beta Utensili, Sant’Agata (controllante del gruppo Chiorino), Roche Bobois, Dexelance e Limonta. Tra queste sono da rimarcare le ottime performance di OVS e di Alpitour.
Quanto ai nuovi investimenti, nei nove mesi TIP ha deciso di limitarli, dato che, si legge nella nota diffusa ieri “resta la convinzione che i prossimi mesi offriranno crescenti opportunità, sia come numero di operazioni che come livelli di prezzo. Pertanto, salvo situazioni particolari, non si ritiene ci si debba affrettare ad effettuare ulteriori acquisizioni, sia direttamente che tramite le società partecipate. Si sarà semmai pronti, in caso di necessità, a supportare anche finanziariamente società partecipate che proponessero operazioni di rilevanza strategica”.
La nota spiega ancora che a oggi “l’’invenduto dei fondi di private equity resta rilevantissimo, di fatto non smaltibile in due o tre anni e pertanto la logica dice che i prezzi delle aziende continueranno a scendere. A fonte di ciò la timidezza del sistema bancario nell’erogare nuovi fidi, specie a società con indici di leva superiori alle 3-4 volte, non riteniamo possa mutare radicalmente, né in Europa né in America (…)
Già oggi in gran parte d’Europa, finita l’epoca delle garanzie pubbliche, si respira aria di difficoltà per un numero crescente di società; le composizioni negoziate, i concordati ed altre forme più o meno evidenti di crisi aziendali sono sempre più all’ordine del giorno; per parte loro molti fondi di private equity, per due o forse già tre decenni protagonisti assoluti di circa la metà dell’M&A non solo europeo ma mondiale, stanno cercando forme di estensione dei propri orizzonti temporali, con i controversi continuation fund ed altre simili formule di sostanziale elusione dei propri impegni”. E aggiunge: “Per cui il quadro sia economico che finanziario a nostro avviso va analizzato con attenzione, senza fretta di investire, senza desideri di approfittare di un periodo che è iniziato da poco ma che è molto possibile continui per almeno uno o due anni. Per TIP, che non solo non ha mai voluto avere vincoli temporali per la valorizzazione dei propri investimenti, ma che ha da sempre scelto il vero lungo termine per poter attuare al meglio le più opportune strategie delle proprie partecipate, continua a prospettarsi un futuro interessante e promettente sul fronte dei nuovi investimenti. Così come sembra esserlo per tutte le stesse partecipate, notoriamente e strutturalmente acquisitive e pronte a cogliere le opportunità che, con il diminuire di compratori e prezzi, sembrano aumentare“.
Per questa ragione TIP nel periodo ha contenuto i propri investimenti in equity a 10,5 milioni, concentrati su partecipazioni già in portafoglio, oltre ad acquisti di azioni proprie per 7,3 milioni, mentre il flusso generato dalla diminuzione degli investimenti diretti è stata di 63,4 milioni.
Come noto, lo scorso gennaio StarTIP ha partecipato, pro quota, al nuovo round di Bending Spoons, che ora si sa che ha rappresentato un esborso di 4,7 milioni. A seguito dell’operazione il gruppo TIP mantiene la partecipazione in Bending Spoons di circa il 3,3%. Il round è stato da 155 milioni di dollari con la scaleup che ha raggiunto una valutazione post-money di 2,55 miliardi di dollari (si veda altro articolo di BeBeez).
Sempre StarTIP nel periodo ha deciso di non aderire all’opa lanciata sulle azioni Alkemy, giudicando il prezzo offerto troppo basso. Tale prezzo, si legge nella nota diffusa ieri “peraltro in linea con l’ipo del dicembre 2017 seppur a fronte di una forte crescita sia del settore della digital economy che della società stessa, ci è sembrato stridere sia con le aspettative annunciate dalla società ad inizio 2024 che con i target price in essere fino a poco prima del lancio dell’opa. Nei giorni scorsi StarTIP ha stipulato un patto parasociale con alcuni rilevanti soci di Alkemy, sia internazionali che italiani, persone fisiche e prestigiose istituzioni, mirato al deposito di una lista espressione delle minoranze in occasione della prossima assemblea, convocata per dicembre con, all’ordine del giorno, la revoca dell’attuale Consiglio di amministrazione e la nomina del nuovo”. Lo scorso marzo, inoltre, Investindesign ha acquistato ulteriori azioni Dexelance (nuovo nome di Italian Design Brands), con un investimento di circa 2,6 milioni, incrementando leggermente la propria quota di partecipazione.















