Bip (Business integration partners), multinazionale di consulenza italiana controllata da Apax Partners, ha ottenuto un finanziamento da 90 milioni di euro da un pool di banche composto da Bnp Paribas, Crèdit Agricole e Ubi Banca. Lo ha riferito nei giorni scorsi l’agenzia di stampa Ansa, precisando che i capitali serviranno a rifinanziare completamente il bond senior da 65 milioni di euro sottoscritto da Tikehau Capital nel 2018 (si veda altro articolo di BeBeez) a supporto del buyout da parte di Apax (si veda altro articolo di BeBeez). Gli ulteriori 25 milioni di euro del finanziamento appena erogato saranno invece destinati a finanziare future acquisizioni previste dal piano strategico della società.
I vertici di Bip in occasione di una conferenza stampa nel dicembre scorso avevanno dichiarato in proposito che intende acquisire nel 2020 una società in Francia o Gran Bretagna e dal 2022 un’altra negli Usa, in modo da accedere anche al mercato americano (si veda altro articolo di BeBeez). “Il piano di acquisizioni prevede un focus su Francia, Germania e Regno Unito nei prossimi 2-3 anni. Cercheremo società con cultura e modello di business simile al nostro, che abbiano anch’esse l’ambizione di diventare delle multinazionali”, aveva spiegato l’amministratore delegato Carlo Maria Capè. In ogni caso, la società si aspetta di acquisire competenze da queste operazioni, aveva precisato il presidente Nino Lo Bianco. I vertici di Bip prevedono un posizionamento all’estero che crescerà del 40% nei prossimi tre anni, con l’acquisizione di una leadership in Europa e in America Latina e un successivo sbarco in Nordamerica.
Bip oggi impiega oltre 2.600 persone a livello globale, che offrono servizi di consulenza direzionale e business integration in: Italia, Inghilterra, Spagna, Turchia, Brasile, Belgio, Svizzera, Austria, Stati Uniti, Emirati Arabi, Cile e Colombia. Il gruppo ha chiuso il 2018 con 205 milioni di euro di ricavi, mentre la società italiana ha raggiunto i 181,5 milioni di euro di ricavi e un ebitda di 20,5 milioni, a fronte di un debito finanziario netto di 60 milioni, bond incluso. Ma i numeri 2019 saranno già ben più importanti a livello di gruppo: “Oggi fatturiamo intorno ai 250 milioni con l’estero che vale il 20%. L’obiettivo è arrivare al 2022 con 400 milioni di ricavi, di cui il 40% oltreconfine”, ha detto l’ad Capè lo scorso agosto in un’intervista a Forbes.















