2100 Ventures Ltd, l’operatore di venture capital londinese costituito nel dicembre 2022 di cui è anchor investor Alessandro Benetton (si veda altro articolo di BeBeez), ha già condotto oltre 25 investimenti dall’avvio dell’operatività e ora porta a bordo come investitori anche 21 Invest ed Edizione.
A darne notizia è stato lo stesso Alessandro Benetton durante una lezione a studenti della Oxford Italian Society, che raduna gli italiani che studiano a Oxford, e della United Italian Societies, che raggruppa tutte le associazioni di alunni italiani che studiano all’estero (si vedano qui il post Linkedin e qui ADN Kronos)
Fondata da Andrea Casasco, Andrea Gennarini e Andrea Gurnari, al momento dell’annuncio del closing della raccolta del primo fondo nel novembre 2023, dopo un fundraising per 30 milioni di euro, 2100 Ventures aveva annunciato i suoi primi quattro investimenti in JetHr, Autone, BonusX ed Ephos (si veda qui il post Linkedin). Alessandro Benetton era sinora il principale limited partner del fondo, affiancato dal business angel Luca Ascani, da Stefano Bernardi (partner di Unruly Capital) e da Raffaele Terrone (cofondatore del colosso fintech Scalapay).
Con sedi a Milano e Londra, 2100 Ventures promuove oggi oltre 25 startup internazionali (in ben 8 Paesi europei) in fase early-stage (Pre-seed e Seed) nei settori Software as a Service (SaaS), intelligenza artificiale (AI), fintech e data e ClimateTech, per lo più di nazionalità italiana o con founder italiani all’estero.
“E’ un progetto con cuore italiano ma con una grande ambizione europea, con sede a Milano e Londra. Vogliamo sostenere i migliori talenti nel fare impresa nel mondo, rafforzando i legami tra il mercato dell’innovazione italiano e quello internazionale”, ha detto Benetto, che ha aggiunto: “A oggi, abbiamo realizzato oltre 25 investimenti. Una startup su due nel nostro portafoglio ha un founder italiano, alcuni di loro hanno studiato proprio qui ad Oxford”. E ancora: “Investire in startup, per un grande Gruppo come Edizione è una scelta strategica per sperimentare nuove forme di business. In questo modo creiamo una contaminazione virtuosa tra la visione di un investitore internazionale e di lungo periodo come Edizione, la logica e la disciplina dell’asset management 21 Invest e la capacità di innovare tipica delle startup. La velocità nel prendere decisioni, la capacità di reagire alle situazioni impreviste, l’attenzione a riempire nuovi spazi di business sono caratteristiche innate nelle startup, che possono migliorare sempre più il modo di affrontare il mercato delle nostre aziende partecipate. Siamo convinti che, grazie al nuovo assetto di 2100 Ventures, avremo una marcia in più nell’individuare e cogliere nuove opportunità di sviluppo”.
Tra le società in portafoglio c’è per esempio Desia, startup con sede in Regno Unito, che ha sviluppato una piattaforma di intelligenza artificiale che semplifica le analisi e le valutazioni degli obiettivi di investimento, co-fondata da Raffaele Terrone (come detto cofondatore di Scalapay e precedentemente in Goldman Sachs) insieme ad Alessandro Amaro e Mehmet Öner Yalçin, tutti con esperienza in Advent International. Desia lo scorso settembre 2024 ha chiuso un round da 3,3 milioni di dollari, a cui appunto ha partecipato anche 2100 Ventures (si veda altro articolo di BeBeez). Allo stesso modo lo scorso luglio 2100 Ventures ha partecipato al round da 12,5 milioni di dollari di Cubbit, fondata a Bologna nel 2016 da Marco Moschettini, Stefano Onofri, Alessandro Cillario e Lorenzo Posani, che offre un cloud distribuito che garantisce sicurezza, privacy e sostenibilità, eliminando l’uso di data center (si veda altro articolo di BeBeez).
Ma come detto 2100 Ventures investe in competenze su tutti i territori, nazionali e internazionali. Per esempio lo scorso ottobre ha investito nel round da 17 milioni di dollari della francese Autone, al fianco di General Catalyst, YCombinator, Speedinvest, Seedcamp, Motier e Financière Saint James (si veda qui il comunicato stampa), dopo aver investito nella startup come detto già in precedenza. Con sede a Parigi e Londra, la startup è stata fondata nel 2021 da Adil Bouhdadi e Harry Glucksmann-Cheslaw, entrambi provenienti da Alexander McQueen, e oggi la sua piattaforma è utilizzata da oltre 50 marchi globali come Courreges, Roberto Cavalli, Stussy e Zadig & Voltaire, nelle loro previsioni di domanda, nella gestione dell’inventario e nella trasformazione dei dati in decisioni che evitano l’eccesso di scorte e riducono gli sprechi.












