
Il gruppo Azimut ha lanciato ieri ufficialmente Azimut Marketplace by Step, piattaforma che punta ad essere il punto di accesso privilegiato per le pmi a una serie di servizi offerti dalle migliori società di tecnologia finanziaria presenti sul mercato, attraverso una piattaforma digitale, semplice e sicura, che sfrutta appieno le potenzialità della direttiva PSD2 e dell’open banking (si veda qui il comunicato stampa).
La piattaforma è stata studiata insieme a Step, un progetto ideato da un gruppo di dirigenti ed ex dirigenti del Gruppo Santander: Marco Montagnani, Nuno Couceiro Cortesao e Alberto Almoguera Marton. Il suo obiettivo è creare un ecosistema digitale che possa diventare un punto di riferimento unico per le pmi. Nel capitale della società Step 4 Business spa, creata per lo sviluppo dell’attività e del software, sono coinvolti anche Andrea Bertini (ex illimity bank e ING) e Pierluigi Giannico, ex managing partner di Accenture.
L’annuncio segue di un giorno quello del lancio di un fondo di venture capital con una dotazione fino a 75 milioni di dollari, con sede a Singapore, focalizzato su investimenti nel sud-est Asiatico e in Europa del settore degli asset digitali (si veda qui il comunicato stampa). Il fondo è stato lanciato da Azimut insieme all’asset manager giapponese SBI e a Sygnum Bank, la prima digital asset bank al mondo, autorizzata dagli organi di vigilanza di Svizzera e Singapore, che è la stessa banca che lo scorso marzo ha affiancato Azimut nell’emissione dell’Azimut Token (Azim), il primo token per investire in economia reale. Con SBI Ven Capital come gestore principale, la strategia di investimento del fondo si concentrerà principalmente sulle società pre-serie A e serie A che sviluppano infrastrutture blockchain/distributed ledger technology (DLT), soluzioni di finanza decentralizzata (DeFi) e strumenti reg-tech. Il lancio del fondo Digital Asset Opportunity SCSp era stato anticipato nei mesi scorsi (si veda altro articolo di BeBeez).
Tornando ad Azimut Marketplace by Step, la piattaforma fa capo ad Azimut Marketplace srl, a sua volta detenuta da Azimut per il 43% (quota destinata a crescere al 100% al raggiungimento di una serie di obiettivi) e per il resto da Step 4 Business spa e da altri soci. Step ha peraltro in programma di lanciare la sua soluzione marketplace anche in altri mercati quali Spagna (entro la fine dell’anno), e Portogallo, sfruttando l’espandibilità della piattaforma interamente in cloud e le migliori tecnologie disponibili sul mercato.
Azimut Marketplace by Step nasce da una duplice considerazione: da una parte le crescenti difficoltà per le aziende di accedere a servizi finanziari adeguati e dall’altra l’aumento sul mercato dell’offerta fintech di soluzioni verticali molto efficaci che mancano, tuttavia, di un punto di accesso unico dove gli imprenditori possano trovare la soluzione fintech di cui necessitano. Sulla sola piattaforma di Azimut Marketplace saranno disponibili per le pmi:
- le operazioni di finanza straordinaria (minibond ed equity) per finanziare i progetti di crescita, strutturate da Azimut Direct (ex Epic), la fintech del Gruppo Azimut dedicata all’economia reale;
- l’aggregazione di conti italiani e stranieri e all’integrazione con la fatturazione elettronica, nonché le soluzioni di finanza agevolata di CRIF;
- l’instant lending di October che permette alle aziende di richiedere un prestito in pochi secondi con un processo completamente digitale;
- le soluzioni digitali di Workinvoice per finanziare il circolante, in particolare l’anticipo fatture, che permette alle aziende di ricevere il 90% dell’importo delle proprie fatture in 48 ore;
- òa gestione dei flussi di cassa a livello internazionale offerte da Ebury, una delle principali società fintech a livello europeo, attiva in 23 Paesi nel mondo, specializzata in pagamenti e incassi in oltre 130 valute e nella gestione del relativo rischio di cambio;
- l’accettazione di pagamenti digitali effettuati su Satispay, realtà consolidata del panorama fintech italiano con oltre 2 milioni di clienti privati e 165 mila esercenti convenzionati;
- i servizi a valore aggiunto per le pmi offerti da Amazon, la più grande big tech al mondo.
Azimut ha deciso di puntare sulle pmi, in particolare quelle con fatturato da 1 a 10 milioni di euro, perchè “sono 7 volte più interessanti dei clienti retail in termini di margini“, ha precisato in conferenza stampa Montagnani, amministratore delegato di Azimut Marketplace. Per disegnare i prodotti, Azimut ha adottato un “approccio al contrario”, parlando dapprima con gli imprenditori e organizzando focus group per meglio comprendere le loro esigenze, e poi lanciando i prodotti a esse rispondenti.
Azimut Marketplace adotta per l’appunto un modello in stile Amazon, che prevede: segnalazione e integrazione di servizi di terze parti fintech italiane e internazionali tramite le Api, onboarding interamente digitale, aggregazione dei conti sfruttando la PSD2. I big data sono al centro della sua strategia: Azimut infatti vuole offrire alle pmi dei prodotti calibrati sulla base delle loro transazioni e del loro profilo, con un approccio customer-centric. Il modello di business consiste nel presentare nuovi clienti alle fintech, percependo delle referral fee per la segnalazione di nuovi clienti. “Il modello ha costi fissi estremamente ridotti, per cui con i ricavi da segnalazione percepiti dai partner contiamo di raggiungere il punto di pareggio nel 2023, con un fatturato di 13,5 milioni dai vari prodotti integrati sulla piattaforma e 82 mila clienti nel 2026“, ha detto Montagnani.
I consulenti della rete di Azimut grazie ad Azimut Marketplace hanno l’opportunità di proporre ai clienti nuovi prodotti tramite la piattaforma, che diventa così un mezzo per promuovere l’acquisizione di nuovi clienti ed effettuare cross-selling di prodotti. Inoltre, “ci sarà un codice che identifica quale consulente ha portato a bordo una certa pmi. I consulenti riceveranno una una tantum per la loro attività di segnalazione delle imprese”, ha chiarito Paolo Martini, amministratore delegato e direttore generale di Azimut Holding.
Azimut Marketplace, lanciata nel luglio scorso a valle del closing con Step (avvenuto lo scorso aprile) conta a oggi oltre 200 aziende registrate. Nel dicembre scorso la piattaforma è stata lanciata in Spagna e presto sbarcherà anche in Portogallo e Brasile. In futuro, Azimut Marketplace conta di aggiungere ulteriori servizi a partire da assicurazioni, depositi, conti correnti per le imprese e altre vas (value added solutions), una volta ottenute le autorizzazioni da Ivass e Oam.
Montagnani ha spiegato: “Da oggi gli imprenditori italiani hanno a disposizione un punto di riferimento unico dove trovare le soluzioni più efficaci, convenienti e digitali alle loro principali necessità finanziare, e non solo. Il modello marketplace consente di sfruttare appieno le nuove tecnologie digitali che, unite all’open banking come fattore abilitante, rendono possibile una piattaforma che mette al centro il cliente, e completamente gratuita”.
Paolo Martini, amministratore delegato e direttore generale di Azimut Holding, ha commentato: “Dopo aver reso più accessibili gli investimenti in economia reale con Azimut Libera Impresa, ora facciamo lo stesso con i servizi finanziari per le pmi. La tecnologia e le piattaforme digitali di e-commerce hanno rivoluzionato molti settori, dai viaggi alle compravendite immobiliari, agli acquisti online, e Azimut Marketplace ha le potenzialità per trasformare quello dei servizi finanziari e bancari grazie a una riduzione della complessità e dei costi e a un aumento della velocità dei processi e dell’efficienza complessiva. Una vera rivoluzione in ambito fintech a supporto dei 5 milioni di aziende italiane.”
Giorgio Medda, amministratore delegato di Azimut Holding e responsabile globale di gruppo per l’asset management, ha dichiarato: “L’attività creditizia non è più la principale del sistema bancario, ormai un supermercato di servizi. Nonostante l’aumento dei depositi, in Italia si è ridotta l’attività creditizia: il rapporto tra impieghi e depositi è sceso a 0,92, per la prima volta sotto 1. Siamo nell’era glaciale della banca universale: sta avvenendo uno scioglimento del valore delle banche, con un trasferimento di valore verso le fintech e altri sistemi innovativi di pagamento. Azimut allora propone una banca sintetica, che offre una neo-finanza, dove Azimut raccoglie capitale privato paziente anche grazie ad Azimut Marketplace. Abbracciamo un modello di p2f2p (peer to fund to peer) grazie alla leva tecnologica, che punta ad un’allocazione efficiente degli impieghi. Un’evoluzione che in Azimut abbiamo intrapreso da tempo e che oggi ci porta a gestire 3,5 miliardi di euro di asset sui private market con oltre 25.000 clienti. Il progetto indicato come banca sintetica che, rafforzatosi con la costituzione di Azimut Direct, ha già erogato quest’anno finanziamenti per 300 milioni di euro, con un obiettivo per il 2022 di 1,1 miliardi. Attualmente stiamo analizzando 110 operazioni su tutti i segmenti, in particolare nelle pmi, da cui le banche si stanno allontanando”. A questo proposito ricordiamo che le piattaforme fintech da inizio 2021 hanno erogato alle imprese italiane poco meno di 2,3 miliardi di euro (si veda altro articolo di BeBeez).
“Da inizio 2021 abbiamo analizzato oltre 2000 aziende”, ha evidenziato Medda, che aggiunge: “Azimut non diventerà una banca, ma grazie all’open banking, al fintech e alla PSD2 gli asset manager possono giocarsela nella catena del valore, che rende possibile lo shadow banking”.
Il progetto Azimut Marketplace si inserisce nel più ampio impegno della holding a sostegno delle pmi e dell’economia reale, iniziativa che ha già raccolto 3,5 miliardi di euro tra prodotti di private equity, private debt, venture capital e real estate in parte già investiti in circa 200 aziende, di cui 120 in Italia e 80 nel mondo. Precisamente, sono stati raccolti: 1 miliardo nel private equity, 0,1 miliardi nel venture capital, 0,3 miliardi nelle in infrastrutture ESG e un miliardo nel private debt. Medda ha sottolineato che Azimut consente di effettuare diversificazione anche all’interno della singola asset class, per esempio nel private debt offre prodotti per investire in: credito alternativo pubblico, private debt non performing, private debt performing. Ricordiamo che il gruppo Azimut aveva annunciato nel settembre 2019 una svolta epocale nella sua strategia industriale, con l’obiettivo di investire in private asset almeno 10 miliardi di euro nei successivi 5 anni, lanciando una serie di veicoli di investimento in buona parte dedicata anche al pubblico retail (si veda altro articolo di BeBeez).
Nell’ambito della strategia di investimento in asset illiquidi, nel marzo scorso Azimut e SiamoSoci (gestore del portale italiano di crowdfunding Mamacrowd e partecipato al 25% dallo stesso Gruppo Azimut) hanno lanciato ALICrowd, il primo Eltif di venture capital (si veda altro articolo di BeBeez). Nello stesso mese, Azimut ha lanciato come detto sopra anche Azimut Token (Azim) (si veda altro articolo di BeBeez).















