
Italmatch Chemicals, gruppo internazionale leader nella chimica di specialità, controllato da Bain Capital e specializzato nella produzione e commercializzazione di additivi e soluzioni per il trattamento acque e degli oli lubrificanti, oil & gas e ritardanti di fiamma per le materie plastiche e per il settore delle energie rinnovabili, ha acquisito la maggioranza delle azioni di Alcolina, azienda chimica brasiliana specializzata nel trattamento delle acque per il bioetanolo, la produzione dello zucchero e applicazioni industriali, tra cui vernici e settore della carta (si veda qui il comunicato stampa).
Fondata 27 anni fa, Alcolina ha oggi due siti produttivi in Brasile (a Cravinhos e Rio Lago), circa 80 dipendenti supportati da una rete di agenti di vendita, un fatturato 2023 pari a 35 milioni di euro e dispone di un portafoglio prodotti fortemente complementari a quello di Italmatch Chemicals.
“Con questa acquisizione Italmatch Chemicals rafforza la sua presenza nel mercato latino-americano, confermando e consolidando la sua strategia di crescita e sviluppo all’estero. Italmatch è attiva in Brasile dal 2017, con la creazione della filiale locale Italmatch Do Brasil, seguita dall’importante acquisizione di Sudamfos do Brasil. Più di recente, il Gruppo ha firmato un accordo di collaborazione e licenza per lo sviluppo di una tecnologia leader per il mercato dello zucchero latino-americano, SugarMaxx, che prevede l’utilizzo di soluzioni chimiche nel processo di stabilizzazione del colore dello zucchero di canna. Consideriamo il mercato latino-americano, che oggi rappresenta circa il 5% del nostro fatturato, come un mercato dal grande potenziale”, ha commentato Sergio Iorio, fondatore e ceo di Italmatch Chemicals Group.
Ha continuato il ceo: “Con l’acquisizione di Alcolina rafforziamo il nostro portafoglio di prodotti per l’acqua, diventando leader negli additivi per processi industriali per mercati finali di nicchia ma in crescita, come lo zucchero e il bioetanolo. Riteniamo che le sinergie tra Italmatch e Alcolina creeranno un significativo valore. Alcolina potrà beneficiare dell’ampio portafoglio dei nostri prodotti per il mercato del trattamento acque, oltre che valorizzare la propria rete di distribuzione capillare in America Latina, focalizzata sul mercato dello zucchero, per promuovere e aumentare le vendite della nuova tecnologia SugarMaxx. Inoltre, la presenza globale e l’organizzazione di vendita di Italmatch sosterranno l’espansione di Alcolina nei mercati internazionali, dall’Estremo Oriente e l’India all’area EMEA”.
Alcolina non è dunque solo un’opportunità di business e di sinergie “ma aggiunge valore alla nostra strategia di sostenibilità: l’azienda ha infatti adottato una strategia di responsabilità e sensibilità ambientale che riflette perfettamente il percorso ESG di Italmatch Chemicals per ridurre la propria impronta ecologica e sostenere la transizione verde, anche grazie al supporto alla tecnologia del bioetanolo”, ha aggiunto Maurizio Turci, Group General Manager Corporate di Italmatch Chemicals.
“Vediamo un enorme valore nell’unire le forze con Italmatch la cui leadership tecnologica nel mercato del trattamento acque ci consentirà di crescere in America Latina, il nostro mercato domestico, e di rafforzare la nostra posizione sui mercati globali, cogliendo opportunità soprattutto nei Paesi in via di sviluppo interessati a far crescere i mercati del bioetanolo”, ha aggiunto Rogerio Barros, General Manager di Alcolina.
Ricordiamo che a gennaio 2023 Italmatch ha rifinanziato con due nuovi bond senior a scadenza 2028 per un totale di 690 milioni di euro sia il vecchio bond da 650 milioni a scadenza 2024 quotato alla Borsa di Vienna e alla Borsa di Dublino sia l’ammontare utilizzato della revolving facility. Contestualmente, il gruppo ha annunciato che emetterà a favore di alcuni obbligazionisti del vecchio bond dei nuovi bond a tasso variabile per un valore complessivo di74,447 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez).
Italmatch Chemicals è nato nel 1997 quando Investindustrial, affiancato da Iniziativa Piemonte, aveva finanziato il management buyout del gruppo Saffa, allora specializzato in derivati del fosforo e poi rinominato Italmach Chemicals, e aveva affiancato il management nella prima fase di sviluppo internazionale della società. Nel 2000 Investindustrial aveva poi ceduto il controllo ad Argos Soditic e Iniziative Piemonte. Successivamente, nel 2004, Investindustrial aveva riacquistato il controllo di Italmatch dai due fondi e ne aveva finanziato il successivo sviluppo per acquisizioni. Nel novembre 2010 Investindustrial aveva venduto Italmatch a Mandarin Capital Partners e alla famiglia Malacalza.Nel 2014 Ardian aveva poi comprato Italmatch da Mandarin Capital Partners e dalla famiglia Malacalza. Nel luglio 2018, la società è stata infine rilevata da Bain Capital Private Equity (si veda altro articolo di BeBeez). In tutti questi passaggi il top-management, guidato dall’amministratore delegato Sergio Iorio, ha sempre mantenuto una quota di minoranza del capitale.
Dal 2016 a oggi, Italmatch ha condotto un’aggressiva campagna di m&a. L’ultima acquisizione risale allo scorso giugno 2022, quando il gruppo ha acquisito la britannica Aubin Group, attiva nello sviluppo e commercializzazione di soluzioni chimiche innovative per l’industria dell’oil & gas e il settore delle energie rinnovabili. A vendere è la società di investimento britannica BGF (si veda altro articolo di BeBeez). In precedenza il acquisito il business & asset relativi alla produzione e vendita di fosfonati realizzati nel sito produttivo della cinese Jiayou Chemical Co., la statunitense Detrex Corporation, la brasiliana Sudamfos do Brasil, la francese Magpie Polymers, due rami d’azienda di Solvay (additivi a base di fosforo per il settore minerario e additivi per il trattamento acque), la statunitense Compass Chemical International, la britannica BWA Water Additives, l’americana Water Science Technologies, la norvegese Eco Inhibitors, la statunitense FRX Polymers e il progetto RecoPhos Project Technology da Israel Chemicals.
Il gruppo ha chiuso i nove mesi al 30 settembre 2023 con un ebitda rettificato di 82,1 milioni (dai 129 milioni dello stesso periodo del 2022), ricavi pari a 519 milioni (da 686 milioni del 2022) e con un debito finanziario netto di 599,6 milioni (da 717 milioni del 2022), (si veda qui la presentazione agli investitori dei risultati dei 9 mesi).
Si legge nella presentazione che “i ricavi sono diminuiti di 167 milioni di euro, passando da 686 milioni di euro per i nove mesi chiusi al 30 settembre 2023 a 519 milioni di euro per i nove mesi chiusi al 2022
a causa di un contesto macroeconomico debole e incerto. La diminuzione dei ricavi del gruppo nel periodo di riferimento è dovuta principalmente alla riduzione dei volumi, che ha interessato tutti i mercati finali. In un contesto di debolezza del business, la strategia continua a concentrarsi su soluzioni ad alto valore aggiunto, evitando di mettersi in competizione, al ribasso, con la concorrenza cinese”.















